La città nasce all’inizio del secondo millennio, con la conquista da parte dei Normanni del territorio. Tradizione vuole che la città sia stata fondata in quel luogo in seguito al ritrovamento di uno specchio d'acqua nel quale galleggiava una tavola raffigurante la Madonna, sulla quale bruciavano tre fiammelle (simbolo ora dello stemma civico), mentre un bue osservava genuflesso. Questo spiegherebbe la scelta di questo luogo paludoso e malarico per costruire una città.
Foggia è una città moderna, ricostruita dopo le distruzioni provocate dai terremoti (specie quelli del 1456 e del 1731) e dai bombardamenti del Novecento. Questi terribili eventi distrussero per sempre gran parte dei monumenti cittadini, quasi tutti medievali. Il sisma del 1731 impoverì la zona già povera e portò fame e miseria,lentamente Foggia è stata ricostruita ed è tornata a essere una città da visitare.
In particolare, merita una visita il centro storico che ha il cuore in Via Arpi. E’ questa l’area in cui l’imperatore svevo Federico II – nel Duecento – fece costruire il suo palazzo, ormai perduto. Questa zona è caratterizzata da una fitta rete di vicoli, chiese antiche e palazzi nobiliari, oltre che da una serie di cunicoli e ipogei, molto interessanti, solo oggi studiati a fondo. Questi cunicoli servivano probabilmente – in tempi di assedio – ad attraversare la città velocemente e senza essere visti e, in alcuni punti, sfociavano in abitazioni o in chiese.

Nel centro più antico della città, vi erano in passato numerose osterie, in cui sostavano i pellegrini che visitavano il santuario di San Michele, sul Gargano, e successivamente partivano per la Terrasanta. Notevole la Cattedrale, eretta nel XII secolo e ricostruita in età barocca, che mostra ancora tracce dell’originario stile romanico-pisano; superbo è Palazzo Arpi, che ospita il Museo Civico e conserva un portale di Bartolomeo da Foggia, già appartenente al palazzo di Federico; belle le varie chiese del Sei-Settecento, in cui domina il barocco. Splendidi sono il rinascimentale Palazzo de Rosa, la Chiesa del Calvario e Villa Comunale.


La gastronomia, si caratterizza per una cucina genuina e semplice, tipicamente contadina.
Per i primi, si fa molto uso di pasta fresca (ad esempio gli strascinati e i roccoli, un formato di pasta speciale fatto in casa) e verdure. Ottime sono le chiancarelle (lasagne) con le cime di rapa: pezzetti di pasta a forma di orecchiette che vengono cotte assieme alle cime di rapa e poi condite con un sugo ottenuto con olio, aglio, acciughe e peperoncino. Tipici sono il pancotto foggiano, zuppa di verdure con cui si condiscono fette di pane, e il pignato rosso, pietanza di verdure bollite e insaporite con pecorino e pancetta. C'è poi la minestra maritata alla foggiana, composta di scarola (varietà di lattuga), cicoria, finocchi, sedani messi in un tegame a strati alternati con formaggio pecorino, brodo di carne e pancetta, quindi messi al forno. Infine il piatto più veloce d'Italia: gli spaghetti “alla zappatore” (cioè lessati, scolati e conditi con un soffritto a base di olio, aglio e peperoncino) ormai noto in tutta Italia.
Fra i secondi sono consigliate le anguille all'acqua marina (cioè messe in scodelle, coperte di acqua marina e lasciate al sole, condite poi con olio e aceto). Tra i dolci sono da assaggiare il cosiddetto u grane cuotte, ricetta a base di grano bollito con cioccolata, noci, mandorle e cedro candito. Tra i vini primeggiano il San Severo, il Lucera, lo Zammarra, il Moscatello e l'Apricena. Da non perdere, infine, è il tipico liquore Amarella, ricavato dall'infusione in vino bianco di foglie di amarena con aggiunta di alcool e zucchero.